I tumori dell’apparato urinario rappresentano una categoria di neoplasia in progressivo aumento.
Il carcinoma renale, per il quale fino a pochi anni fa non esistevano valide opzioni terapeutiche al di là dell’intervento chirurgico, oggi rappresenta una neoplasia nella quale grazie alle nuove molecole ad azione antiangiogenetica è possibile ottenere un prolungamento sia della sopravvivenza libera da malattia sia della sopravvivenza globale.
Per quanto concerne il carcinoma della vescica, invece, pur non essendovi recenti novità nell’ambito della ricerca farmacologica, si è tuttavia assistito ad una modificazione delle strategie terapeutiche in particolare per quanto riguarda la terapia neoadiuvante (preoperatoria), adiuvante (postoperatoria) e il ruolo della radioterapia.
Di ciò si parlerà nel Convegno di Cattolica promosso dal Presidio di Oncologia Ospedale Infermi di Cattolica in collaborazione con l’Unità Operativa di Urologia, Oncologia ed Oncoematologia Ospedale Infermi di Rimini, IOR (Istituto Oncologico Romagnolo) e IRST (Istituto Tumori della Romagna) e il patrocinio di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica Emilia Romagna).
RELATORI
Ernesto Aiello: Direttore U.O.C. Urologia Rimini; Michele Benedetti: U.O.C Radioterapia Rimini; Paolo Fabbri: U.O.S. Oncologia Cattolica; Tommaso Forlani: U.O.C Urologia Rimini
Francesco Montanari: U.O.C. Urologia Rimini; Mario Nicolini: U.O.S. Oncologia Cattolica;
Enzo Pasquini: U.O.S. Oncologia Cattolica; Francesco Perini: Direttore U.O.C. Radioterapia Rimini; Alberto Ravaioli: Direttore U.O. Oncologia Rimini; Roberto Sabbatini: Dip. Oncologia ed Ematologia Univ. Modena e Reggio Emilia; Bartolomeo Zaccagnino: U.O.C. Urologia Rimini.


